giovedì 5 novembre 2009

Sempre peggio ...

Allo schifo di ieri si aggiungono oggi le reazioni dei sindaci: croci alte due metri, invito ad esporre il crocifisso, obbligo di esporlo con tanto di multa in caso contrario.
Se questi non sono fanatici integralisti ... cmq grazie, almeno adesso sappiamo ufficialmente di vivere in uno schifoso stato clericale.
Ma volevo parlare di un articolo di Travaglio (Il Fatto Quotidiano), dice:
"Gesù Cristo è un fatto storico ..."
Mi sono perso qualcosa: che prove hai che il fantomatico tizio in questione sia realmente esistito?
Inoltre non stai suggerendo la probabile esistenza di una base storica per un racconto mitologico (che poi i cristiani lo credano vero riguarda la loro fede) stai proprio dicendo che il protagonista dei Vangeli fosse una " ... una persona reale, morta ammazzata dopo indicibili torture, pur potendosi agevolmente salvare con qualche parola ambigua, accomodante, politichese, paracula."
L'Iliade ci suggerisce l'esistenza di Troia, di una guerra ... ma Elena, Achille, il cavallo sono elementi piuttosto fantasiosi.
Forse c'è stato un personaggio alla base delle favole evangeliche, forse più d'uno ... forse non è neanche mai morto sulla croce ...
Continuiamo:
"Infatti fu proprio l’ideologia più pagana della storia, il nazismo – l’ha ricordato Antonio Socci - a scatenare la guerra ai crocifissi."
Tra tutte le opzioni proprio il più fanatico di tutti vai a citare?
Socci è un apologeta del cattolicesimo ... non è molto credibile come fonte. In effetti ci hanno provato a sostenere che il nazismo fosse anti-cristiano ... ma "Got mit uns" è difficile da cancellare e pure piccoli particolari irrilevanti come>questi< o il cristinesimo positivo o il Ministero per gli Affari Ecclesiastici di Kerrl.
C'è anche un libro:
Il santo Reich. Le concezioni naziste del cristianesimo

Probabilmente ci scaglieranno contro la martire del crocifisso, tal Restituta Kafka, Beata Austriaca, decapitata nel "43 secondo la propaganda cattolica perché colta nell'atto di riappendere i crocifissi che un ordinanza imponeva di togliere (nell'opedale di Mödling), secondo la sentenza perché colpevole di alto tradimento essendo stata trovata in possesso di materiale diffamatorio nei confronti del regime. Ma in realtà la suora si opponeva al regime da molto tempo con le sue attività di conseguenza i nazisti avevano cercato di toglierla di torno con diversi mezzi e probabilmente la storia dei crocifissi fu uno di questi. Quindi una vittima del nazismo a cui si era (giustamente) opposta come tanti altri.
Per quanto ne so ci furono almeno altre due "questioni crocifisso" durante il nazismo una del 1936 limitata alla cittadina di Oldenburg, caso molto isolato e che si risolse nel nulla in un mese.
Una che riguardò la Baviera nel 1941, un po' più complessa: si voleva sostituire il crocifisso nelle scuole con il ritratto di Hitler (da notare che questo implica che fino ad allora il crocifisso stava in tutte le aule) ma anch'essa si risolse in un nulla di fatto e Hitler stesso se la prese con Adolf Wagner che aveva emanato l'ordinanza probabilmente per esaltare il nazionalismo con la guerra che si stava intensificando.
E' innegabile che i nazisti avessero la loro visione del cristianesimo (diversa da quella della chiesa) ma il cristianesimo rimaneva centrale nella loro ideologia come si può dedurre da numerose dichiarazioni e politiche.
Il punto centrale è che i nazisti volevano propagandare e imporre la loro visione, e i casi sopra riportati si possono inquadrare in quest'ottica ... oggi sono altri quelli che vogliono imporre la propria visione di centralità del cristianesimo e la croce è il loro strumento.
Paradossalmente queste "ragioni naziste" che vorrebbero far passare da noi non sono bastate nella stessa Germania, nella stessa Baviera dove dal 1995 una sentenza della Corte Costituzionale ha sancito l’incostituzionalità della presenza dei simboli religiosi nelle aule scolastiche.
Infine le ordinanze che impongono il crocifisso nelle scuole (accanto al ritratto del re!) sono residui del fascismo (notoriamente una gran bella cosa) ... e ciliegina sulla torta anche in Italia vi sono precedenti alla questione tra cui spicca un bell'esempio cattolico: don Milani. Il famoso sacerdote, nella sua scuola di Barbiana fece togliere "il crocifisso perché non doveva esserci neppure un simbolo che facesse pensare che quella era una scuola confessionale. Lì c'erano solo uomini che studiavano e discutevano per la propria elevazione civile e morale".

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