Vai in un supermercato o in un megastore per comprare dei DVD vergini: una confezione da 25 pezzi costa 29,90 euro.
Vai in rete e trovi dei negozi, corrispondenti a reali attività commerciali, legali, dove la confezione da 50 pezzi costa 12-14 euro.
Anche considerando una decina di euro per la spedizione siamo a 23: quindi li paghi comunque meno della metà!
Poi scopri che questi negozi sono fisicamente a San Marino o in Lussemburgo ... e ti chiedi, anche ammettendo che ci sia qualche tassa in più questa giustificherebbe un aumento di un 20% circa, allora com'è possibile che costino così tanto?
A questo punto ti ricordi che ti costringono a pagare una tassa alla SIAE e scopri che nel caso dei DVD è di 0,58 euro a supporto.
Se uno ci pensa questa misura è assolutamente ingiusta (infatti la SIAE è stata denunciata) non solo perché non tutti i DVD vengo utilizzati per la pirateria ma se paghiamo una tassa per la pirateria allora siamo legittimati ad appropriarci di contenuti protetti! Infatti sarebbe una contraddizione farci pagare in anticipo in previsione di un "furto" e poi perseguirci se lo facciamo: o l'uno o l'altro, se pago non rubo, si è mai sentito di qualcuno accusato di essere un ladro per aver "rubato" qualcosa per cui ha pagato? ... ma accade anche questo!
Come conseguenza la gente compra i DVD all'estero (sottolineo che tra paesi membri dell'EU è perfettamente legale) evidenziando tutta l'assurdità di questa legge: ma non gli era venuto in mente quando l'hanno pensata? Ma ci hanno davvero pensato oppure no?
Infine mi chiedo se per la tassa SIAE funziona come per i carburanti dove ci sono le accise e l'IVA ... ma l'IVA viene calcolata quando al prezzo sono già state aggiunte le accise ... così si finisce per pagare l'IVA sulle accise: le tasse sulle tasse ... a volte qualcuno lo fa notare ma agli italiani, evidentemente, non gliene frega nulla.
lunedì 20 aprile 2009
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